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IL SISTEMA DI BANCHE COOPERATIVO: SOSTENIBILE, MODERNO ED EFFICACE PDF E-mail


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Martedì 15 Giugno, nel comune di Bologna presso la sede delle BCC dell'Emilia Romagna - via Trattati Comunitari Europei 17 - si è tenuta la Conferenza Stampa per l'Assemblea di bilancio di lunedì 21 giugno prossimo, che si terrà al Centro congressi del Park Hotel di Marina di Ravenna.

 

Nel 2009 apprezzabile trend di sviluppo nonostante chiari segnali di deterioramento della qualità del credito. Il modello mutualistico – proprio delle Banche di Credito Cooperativo – fondato sulla conoscenza diretta, la prossimità e il radicamento sul territorio, impegnato a sostenere le piccole e medie imprese dell’Emilia Romagna per fronteggiare la crisi.

La crisi economica ha esaltato il modello differente di fare banca rappresentato dalle Banche di Credito Cooperativo che, in ragione della propria precisa identità mutualistica, si sono poste in antitesi rispetto alle logiche della pura finanza. Nonostante la difficile congiuntura – la più grave del dopoguerra – le BCC hanno saputo svolgere un rilevante ruolo di sostegno all’economia, grazie ai rapporti costruiti (e consolidati) con la clientela ed il radicamento territoriale. E’ stato così a livello nazionale, ed in particolare in Emilia Romagna, dove il sistema vanta radici profonde.

«È la più grave congiuntura dal dopoguerra e la nostra identità mutualistica ci ha portato consapevolmente a comportamenti opposti a quelli della finanza speculativa per salvaguardare il territorio e la sua economia». Giulio Magagni, presidente della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia-Romagna e presidente a livello nazionale di Iccrea Holding così introduce la carrellata sui risultati 2009 del sistema Bcc emiliano romagnolo, presentati dalla Federazione regionale, in occasione dell’annuale Assemblea di Bilancio che si terrà a Marina di Ravenna (Ra) il prossimo 21 giugno: +3,6% la raccolta complessiva, +7,7% quella diretta, +5,6% gli impieghi, +36% le sofferenze. Ovvero: «Un apprezzabile trend di sviluppo nonostante chiari segnali di deterioramento della qualità del credito». Le 22 banche mutualistiche che coprono il 78% del territorio regionale con 367 sportelli (380 con BSM), 89.718 soci  (+8,57% sul 2008 con un incremento di 7.084 unità), 2.914 dipendenti (3.058 con BSM) e oltre 600mila clienti hanno dalla loro il riconoscimento unanime – Abi e Bankitalia in testa – del ruolo stabilizzatore nel garantire fonti di finanziamento alle piccole e medie imprese in questa prolungata crisi. «Siamo un modello sostenibile, moderno ed efficace – rimarca il presidente – capace di superare la distonia tra utile individuale e benessere collettivo, che è alla base del cortocircuito generato dal perseguimento del profitto a tutti i costi». 

Sempre a fine 2009 i fondi intermediati totali hanno raggiunto i 15.735 milioni di Euro (7,38%). Nel passivo la crescita della raccolta diretta al lordo dei PCT e delle obbligazioni ha registrato un incremento del 7,73 per cento (5,08% con BSM),  raggiungendo una consistenza a fine esercizio di 12.886 milioni di Euro (14.358 con BSM). Il restante sistema bancario regionale nello stesso periodo ha fatto registrare un aumento del 9,00 per cento.

La raccolta indiretta nello stesso periodo ha raggiunto gli 8.618 milioni di Euro con un decremento sul 2008 del - 2,07 per cento (9.339 con BSM).

Gli impieghi verso la clientela residente, sono aumentati del 5,57% (7,52% con BSM), ed hanno raggiunto gli 11.998 milioni di Euro (13.195 con BSM), in decisa controtendenza rispetto al sistema bancario regionale che ha fatto registrare a fine anno una diminuzione dell’1,1%. Il rapporto impieghi/depositi è passato dal 95,01% del 31.12.2008 (89,82% con BSM) al 93,10% del 31.12.2009 (91,90% con BSM) contro un calo stimabile in oltre dieci punti a livello bancario regionale. 

Le partite in sofferenza si sono attestate a 384 milioni  (405 con BSM), con un aumento del 35,99% per cento sul 2008. Esse hanno rappresentato il 3,20% (3,07% con BSM) degli impieghi economici con un’incidenza sul patrimonio di vigilanza del 23,02% (21,61% con BSM).

Il patrimonio a fine esercizio ammontava a 1.669 milioni di Euro (1.874 con BSM), e l’incremento medio dell’anno è stato del 5,62% (5,82% con BSM).Passando ai conti economici si osserva che il margine di intermediazione è diminuito del -5,19%. I costi operativi sono aumentati del 1,99%. L’utile netto è stato di pari a 48 milioni di euro (56 con BSM).

A tendere una mano alle Bcc, dopo l’impegno per traghettare famiglie e Pmi oltre il guado dell’annus horribilis, arrivano ora i primi cenni di ripresa: «Dai dati parziali del primo trimestre – conclude il Presidente Magagni – emerge un quadro in miglioramento rispetto a marzo 2009, il punto più basso della crisi, ma anche rispetto al dicembre scorso, con margini di interesse e di intermediazione in recupero e un risultato di gestione del +12 per cento. Segnali che si vanno gradualmente rafforzando».
 
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